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Sanità Digitale in Sicilia e CEFPAS: un progetto ambizioso, ma cosa è stato realmente realizzato?

2025-02-24 06:00

Redazione

Notizie, Sanità Pubblica,

Sanità Digitale in Sicilia e CEFPAS: un progetto ambizioso, ma cosa è stato realmente realizzato?

Un piano strategico per la digitalizzazione della sanità siciliana con costi milionari.A distanza di anni, quali risultati sono stati ottenuti?

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Un progetto di trasformazione digitale della sanità siciliana

Il documento che alleghiamo in calce delinea il Piano Strategico per la Sanità Digitale della Regione Siciliana , un'iniziativa ambiziosa che mirava a trasformare radicalmente il sistema sanitario attraverso l'uso di tecnologie digitali avanzate.

Incaricato e responsabile della realizzazione Il CEFPAS (Centro per la Formazione Permanente e l'Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario), un'ente regionale ormai da diversi anni guidato dall'ing. Roberto Sanfilippo, nominato dalla giunta Musumeci e confermato da quella Schifani, che avrebbe il compito di garantire la formazione continua del personale sanitario, promuovendo aggiornamenti professionali e lo sviluppo delle competenze in linea con l’evoluzione delle tecnologie e delle normative.

In realtà, nel corso del precedente governo regionale è di fatto diventato il "soggetto attuatore" di numerosi progetti milionari, molti dei quali in effetti non avevano nulla a che fare con il ruolo originario dell'ente che doveva occuparsi essenzialmente di formazione in ambito sanitario.

Nell'ambito della Sanità Digitale in Sicilia, il CEFPAS ha quindi giocato un ruolo chiave nella gestione e nell’attuazione di progetti attuativi, con l’obiettivo realizzare direttamente il processo di transizione verso un sistema sanitario più moderno e integrato.

Almeno questa era l'ambizione o più propriamente la velleità.

 

Il piano prevedeva:

L'adozione dell'Electronic Health Record (EHR) per digitalizzare il percorso sanitario del paziente e favorire la condivisione delle informazioni tra strutture sanitarie.

L'implementazione della Telemedicina, per migliorare l’accesso ai servizi sanitari anche in aree remote, consentendo diagnosi e cure a distanza.

L’uso di big data e intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione dei pazienti, prevenire patologie e migliorare l'efficacia delle terapie.

L’integrazione con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), replicando i modelli virtuosi di Lombardia e Regno Unito, con una rete sanitaria sempre più connessa.

La creazione di un'infrastruttura digitale sicura, garantendo la protezione dei dati sanitari dei pazienti e la piena interoperabilità tra sistemi informatici sanitari.

Un progetto che, sulla carta, prometteva di portare la sanità siciliana a livelli di eccellenza e modernizzazione. Ma, a distanza di anni, ci si chiede: cosa è stato effettivamente realizzato?

 

I costi del progetto: un investimento ingente

Il documento evidenzia costi milionari per la realizzazione della sanità digitale in Sicilia. Alcuni dei principali investimenti previsti erano:

Sistema di interoperabilità e piattaforma digitale: oltre 46 milioni di euro.

Evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): circa 9 milioni di euro.

Empowerment del cittadino attraverso strumenti digitali: circa 5 milioni di euro.

Sistemi di telemedicina e sanità a distanza: circa 5 milioni di euro.

Evoluzione del 118 con digitalizzazione dei processi: 2,4 milioni di euro.

Investimenti in cybersecurity e protezione dati: 3 milioni di euro.

Formazione del personale sanitario per l’uso delle nuove tecnologie: 4 milioni di euro.

Un totale di centinaia di milioni di euro di investimenti, con l’obiettivo di rivoluzionare la sanità siciliana attraverso strumenti digitali all'avanguardia e una maggiore efficienza nella gestione delle risorse.

 

Dalle notizie in nostro possesso risulta che il governo Musumeci aveva individuato il CEFAPS quale "cabina di regia", trasferendo i primi 25 milioni per realizzare il primo step del progetto ma che, a distanza di anni, non è ancora in esercizio e non si sa a che punto sia.

 

Il documento che segue è del …2019!

Ed a valere sulle risorse del Piano Sanitario Nazionale per le annualità 2017 e 2018!

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Cosa è stato realmente fatto?

Dal documento emerge che numerosi progetti erano in fase di realizzazione già nel 2018-2020, con scadenze previste nel 2023-2024. Tuttavia, una delle domande chiave rimane: questi progetti sono stati concretizzati o si sono arenati nei meandri della burocrazia e della gestione politica?

 

Le criticità più rilevanti che emergono dall'analisi del piano sono:

  • Mancanza di trasparenza nell'attuazione: il documento fornisce dettagli sui costi e sulle tecnologie, ma non vi è chiarezza su cosa sia stato effettivamente implementato e con quali risultati.
  • Paragoni con regioni più avanzate: la Sicilia voleva eguagliare Lombardia e Regno Unito, ma non emergono dati aggiornati che dimostrino il raggiungimento di questi standard.
  • Digitalizzazione ancora limitata: sebbene il progetto prevedesse la totale informatizzazione della sanità siciliana, non risultano evidenze concrete di un sistema digitale realmente integrato e funzionante per tutti i cittadini.
  • Ruolo del CEFPAS: il centro di formazione sanitaria della regione è stato incaricato di gestire parte del progetto, ma non è chiaro fino a che punto abbia realizzato quanto previsto e se la formazione degli operatori sia stata adeguata.
  • Servizi per i cittadini ancora inefficienti: il Fascicolo Sanitario Elettronico, la prenotazione digitale e altri servizi non sembrano essere ancora accessibili a tutti o pienamente operativi, con frequenti segnalazioni di malfunzionamenti.
  • Tempi di attuazione più lunghi del previsto: molte delle iniziative che avrebbero dovuto essere operative entro il 2022 risultano ancora in fase sperimentale o incompiute.

 

Un sistema sanitario ancora al palo?

La sanità siciliana soffre ancora di ritardi, lunghe liste d’attesa e difficoltà di accesso ai servizi. Il progetto della Sanità Digitale avrebbe dovuto risolvere molte di queste criticità, ma i risultati attuali non sembrano giustificare l'ingente investimento.

Nonostante la digitalizzazione fosse vista come una soluzione per snellire i tempi di prenotazione, facilitare le visite a distanza e migliorare la gestione delle emergenze, i cittadini continuano a lamentare difficoltà nell’accesso ai servizi online, con sistemi lenti e spesso non funzionanti.

Dove sono finiti questi fondi? Quali servizi sono effettivamente attivi e funzionanti? Chi è responsabile della loro implementazione e del loro mancato completamento? Domande che meritano risposte immediate e trasparenti.

 

Conclusione: un'inchiesta necessaria

Alla luce di questi elementi, appare essenziale verificare lo stato di attuazione del progetto e capire quale sia il reale impatto sulla sanità siciliana. Senza trasparenza e monitoraggio, rischiamo di trovarci di fronte all'ennesimo investimento pubblico disperso tra inefficienze e mancata realizzazione.

 

La digitalizzazione della sanità non è solo una questione di tecnologia, ma un diritto dei cittadini a ricevere un servizio sanitario efficiente, moderno e accessibile. Per garantire che l’obiettivo venga realmente raggiunto, è necessario un controllo più rigoroso delle spese, una chiara rendicontazione dei progressi compiuti e un’azione concreta per sbloccare i progetti ancora fermi.

Solo con maggiore trasparenza e una gestione efficiente sarà possibile garantire alla Sicilia una sanità digitale all’altezza delle promesse fatte.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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