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I risultati del rapporto AGENAS sul Servizio Sanitario Siciliano: l'ennesima doccia fredda

2024-11-01 06:00

Redazione

Notizie, Sanità Pubblica,

I risultati del rapporto AGENAS sul Servizio Sanitario Siciliano: l'ennesima doccia fredda

Dati che evidenziano troppe criticità e servizi ben al di sotto della media nazionale

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato Il Programma Nazionale Esiti (PNE) 2024, elaborato da AGENAS, importante documento che fornisce una panoramica dettagliata delle performance sanitarie in Italia.

 

Bisogna dire che in Sicilia, come spesso accade, è stato accolto con singolari attestazioni di soddisfazione da parte della autorità regionali che non si capisce su cosa basino questo giubilo, considerato che la Sicilia in molti dei servizi si attesta ben al di sotto della media nazionale ed in non pochi casi persino i livelli essenziali di assistenza non risultano garantiti.

 

Anche quest'anno, infatti, il rapporto evidenzia diverse criticità relative alla Regione Sicilia, sottolineando la necessità di migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria per raggiungere gli standard nazionali.

In questo articolo, esamineremo le principali aree di criticità nella Regione Sicilia, con un focus sui dati rilevati nel corso del 2023.

 

Qui, per gli appassionati, il link con tutti i dati consultabili in maniera interattiva mentre in calce pubblichiamo il report integrale in versione PDF.

La Sicilia e il Sistema Sanitario: Un Confronto Critico

 

1. Ripresa delle Attività e Variabilità delle Prestazioni

Dopo la pandemia da COVID-19, il sistema sanitario siciliano ha cercato di recuperare le proprie attività, ma le prestazioni ospedaliere rimangono caratterizzate da una significativa variabilità tra le strutture e rispetto alla media nazionale. Il PNE 2024 evidenzia come la ripresa delle ospedalizzazioni sia stata inferiore alla media di altre regioni italiane, soprattutto per i ricoveri urgenti.

La variabilità delle prestazioni è particolarmente evidente nelle aree cardiovascolare e perinatale, con numerosi indicatori che mostrano valori non in linea con gli standard di qualità richiesti dal DM 70/2015.

Molte strutture si sono distinte come outlier, ovvero con prestazioni notevolmente al di sotto degli standard nazionali, richiedendo interventi specifici di miglioramento.

 

2. Frattura del Femore: Tempi di Intervento Insufficienti

L'indicatore relativo ai tempi di intervento per le fratture del femore nei pazienti anziani (≥65 anni) mostra un ritardo significativo in Sicilia. La percentuale di interventi eseguiti entro le 48 ore dall'ingresso in ospedale è inferiore rispetto alla soglia raccomandata del 60%, con una differenza notevole tra le varie strutture sanitarie dell'isola. Questo ritardo impatta negativamente sulla prognosi e sulla qualità della vita dei pazienti anziani, richiedendo una maggiore attenzione e organizzazione per uniformare le prestazioni.

 

3. Elevato Ricorso al Taglio Cesareo

Nell'ambito perinatale, la Sicilia continua a presentare alti tassi di taglio cesareo, spesso superiori alla media nazionale e ai valori raccomandati. Questo indica un potenziale uso inappropriato della procedura in assenza di motivazioni cliniche stringenti. L'elevata frequenza di tagli cesarei potrebbe essere correlata a una scarsa applicazione delle linee guida sul parto naturale, così come a pressioni di carattere organizzativo e culturale.

 

4. Disparità nell'Accesso ai Servizi Sanitari

Il Programma Nazionale Esiti evidenzia anche significative disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari tra diverse categorie di popolazione in Sicilia. In particolare, si osservano differenze nell'accesso ai servizi tra residenti e cittadini stranieri, con una maggiore incidenza di ospedalizzazioni evitabili tra questi ultimi. Questo riflette la necessità di una maggiore inclusività e di una migliore integrazione dei servizi sanitari per tutta la popolazione.

 

5. Criticità Cardiovascolari

Nell'ambito delle patologie cardiovascolari, il PNE evidenzia ritardi nell'accesso alle procedure critiche come l'angioplastica coronarica (PTCA) entro 90 minuti per pazienti con infarto miocardico acuto (STEMI). In Sicilia, il tasso di interventi tempestivi è significativamente inferiore alla soglia ottimale del 60% prevista dalle linee guida. Questa mancanza di tempestività può avere gravi conseguenze sugli esiti clinici dei pazienti, rendendo essenziale un miglioramento dell'organizzazione dei percorsi di emergenza.

Conclusioni e Prospettive di Miglioramento

Le criticita sanitarie in Sicilia evidenziate dal PNE 2024 sottolineano la necessità di interventi mirati per ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità complessiva dell'assistenza sanitaria. In particolare, occorrono:

Miglioramenti organizzativi per garantire la tempestività degli interventi chirurgici, specialmente per le fratture del femore e le emergenze cardiovascolari.

Riduzione dei tassi di taglio cesareo attraverso una maggiore aderenza alle linee guida nazionali e internazionali.

Iniziative di inclusione per garantire un accesso più equo ai servizi sanitari a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro nazionalità.

 

Il sistema sanitario siciliano deve affrontare queste sfide con un approccio proattivo, orientato al miglioramento continuo e alla collaborazione tra strutture pubbliche e private. 

 

Solo così sarà possibile ridurre le disparità e fornire un'assistenza sanitaria di qualità elevata e uniforme su tutto il territorio regionale.

Ma occorre un impegno corale e, soprattutto, affidarsi a veri esperti dei vari settori che non siano scelti in base alle appartenenze politiche, ma, possibilmente, per inconfutabili competenze.

 

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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