
Il vaccino contro l’HPV è utile soltanto alle ragazze? A 11 o 12 anni è troppo presto per vaccinarsi? Può servire anche dopo l’inizio dell’attività sessuale? Sono alcuni dei dubbi affrontati nella seconda “Pillola di Prevenzione” dell’Asp di Catania, disponibile sui canali social e sul sito istituzionale dell’Azienda sanitaria.
Prosegue così la terza edizione della campagna di comunicazione promossa dal Dipartimento di Prevenzione, diretto da Antonio Leonardi, con l’obiettivo di trasformare le domande più frequenti dei cittadini in occasioni di informazione sanitaria chiara, accessibile e fondata sulle evidenze scientifiche.
Dopo il primo appuntamento dedicato alla protezione della pelle dai raggi ultravioletti, il nuovo video accende i riflettori sulla vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV), uno dei principali strumenti per prevenire le patologie legate all’infezione.
Realizzata dall’UOC Sanità pubblica, Epidemiologia e Medicina preventiva (SEMP), la Pillola affida ai professionisti dell’Asp di Catania il compito di rispondere, con un linguaggio diretto, ai dubbi e alle false convinzioni che ancora condizionano le scelte di salute.
Il vaccino è importante per ragazze e ragazzi
Il Papillomavirus è molto diffuso e può colpire entrambi i sessi. Alcuni tipi di HPV possono essere associati allo sviluppo di lesioni e patologie oncologiche. Per questo la vaccinazione non riguarda soltanto le ragazze, ma anche i ragazzi: ampliare la protezione contribuisce inoltre a ridurre la circolazione del virus.
Il video chiarisce anche perché la vaccinazione sia raccomandata già a 11-12 anni. Non si tratta di un’età troppo precoce: vaccinarsi in questa fase permette di costruire la protezione prima di una possibile esposizione al virus, aumentando l’efficacia della strategia preventiva.
Vaccinazione possibile anche in età adulta
La prevenzione non si ferma all’adolescenza. La nuova Pillola spiega che, secondo le indicazioni previste, è possibile vaccinarsi contro l’HPV anche in età adulta.
L’inizio dell’attività sessuale non rende automaticamente inutile la vaccinazione. Il vaccino non cura un’infezione già acquisita, ma può continuare a offrire protezione nei confronti di altri tipi di Papillomavirus con i quali la persona non è ancora entrata in contatto. L’opportunità della vaccinazione deve essere valutata sulla base dell’età e della situazione individuale, confrontandosi con i professionisti sanitari.
Il vaccino non sostituisce lo screening
Un altro messaggio è rivolto in particolare alle donne: avere ricevuto il vaccino anti-HPV non significa poter rinunciare ai controlli previsti.
Vaccinazione e screening svolgono funzioni complementari. La prima riduce il rischio di infezione da alcuni tipi di HPV; il secondo consente di individuare precocemente eventuali alterazioni. Anche dopo la vaccinazione resta quindi importante aderire regolarmente ai programmi di screening per il tumore del collo dell’utero.
Con domande immediate e risposte brevi, la campagna punta a contrastare le informazioni incomplete e i falsi miti, offrendo ai cittadini strumenti affidabili per compiere scelte consapevoli.
La terza edizione delle “Pillole di Prevenzione” comprende complessivamente otto appuntamenti, realizzati con il contributo delle diverse strutture del Dipartimento di Prevenzione. I video sono pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram dell’Asp di Catania e sul sito istituzionale aspct.it.
Con questo secondo appuntamento l’Azienda sanitaria porta la prevenzione anche negli spazi digitali, dove semplicità del linguaggio e autorevolezza delle fonti diventano strumenti essenziali per tutelare la salute della comunità.









