
La morte della bambina di quattro anni ricoverata all’ospedale pediatrico “Di Cristina” per una sospetta difterite ha prodotto una prima reazione tra le famiglie palermitane. Nei due giorni successivi alla tragedia, nei centri vaccinali della città le somministrazioni del vaccino esavalente avrebbero registrato un incremento stimato fino al 10%.
La piccola non era stata vaccinata contro la malattia. La causa del decesso viene tuttavia indicata ancora come sospetta difterite, in attesa degli accertamenti definitivi. Intanto l’Asp di Palermo ha avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti della famiglia e individuare la possibile origine del contagio.
La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle coperture pediatriche. La Regione Siciliana ha espresso cordoglio per la morte della bambina e ha rinnovato l’invito a proteggere i minori dalle malattie infettive attraverso le vaccinazioni previste dal calendario sanitario.
Sicilia ultima per copertura vaccinale
Gli ultimi dati comparabili del Ministero della Salute, aggiornati al 31 dicembre 2024 e riferiti ai bambini nati nel 2022, descrivono una situazione particolarmente critica. Nell’Isola la copertura a 24 mesi contro difterite, poliomielite, tetano e pertosse si ferma all’85,13%, mentre la media nazionale raggiunge il 94,46%.
La distanza supera quindi i nove punti percentuali e colloca la Sicilia all’ultimo posto tra le regioni italiane. Per l’epatite B la copertura regionale è dell’85,12%, mentre per l’Haemophilus influenzae di tipo B arriva all’87,98%.
Il vaccino esavalente protegge contemporaneamente da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e infezioni provocate dall’Haemophilus influenzae di tipo B.
L’appello prima del ritorno a scuola
La Società italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica invita i genitori a verificare il libretto vaccinale dei figli, soprattutto in vista della riapertura delle scuole. Qualora risultassero dosi mancanti, l’indicazione è rivolgersi tempestivamente al pediatra di libera scelta o ai servizi vaccinali territoriali.
La difterite è diventata rara proprio grazie alle campagne di immunizzazione, ma non è scomparsa. Il calo delle coperture può creare nuovamente spazi per la circolazione dell’infezione, mettendo maggiormente a rischio i bambini non vaccinati e le persone più fragili.
L’improvviso aumento delle richieste registrato a Palermo rappresenta un segnale di rinnovata attenzione. La sfida, però, sarà trasformare la reazione emotiva provocata dalla tragedia in un recupero stabile delle vaccinazioni non effettuate e in una maggiore adesione consapevole ai programmi di prevenzione.









