
Silenzioso, indipendente e spesso difficile da interpretare, il gatto comunica molto più di quanto si possa immaginare. Lo fa attraverso la posizione della coda, il movimento delle orecchie, lo sguardo, le fusa e una serie di comportamenti quotidiani che raccontano il suo stato emotivo e, in alcuni casi, anche le sue condizioni di salute. Molti gesti considerati strani sono del tutto naturali.
A fare la differenza è soprattutto il cambiamento: quando un animale modifica improvvisamente le proprie abitudini, si isola, diventa aggressivo o smette di utilizzare la lettiera, potrebbe non trattarsi di un semplice capriccio.
Quando il gatto “fa la pasta”
Il movimento alternato delle zampe anteriori su coperte, cuscini o sul corpo del proprietario risale ai primi giorni di vita. Durante l’allattamento, infatti, i cuccioli premono sull’addome della madre per stimolare la fuoriuscita del latte.
Nell’età adulta questo gesto è generalmente associato a benessere, sicurezza e rilassamento. Attraverso le ghiandole presenti nei cuscinetti, il gatto deposita inoltre il proprio odore sul luogo o sulla persona che considera familiare.
Se il comportamento diventa compulsivo o si accompagna alla suzione e all’ingestione di tessuti, è però consigliabile parlarne con il veterinario. Potrebbe essere l’espressione di stress, ansia o “pica”, il disturbo che porta l’animale a ingerire materiali non commestibili.
Le fusa non indicano sempre felicità
Un gatto che fa le fusa mentre riceve carezze o riposa accanto al proprietario sta probabilmente esprimendo piacere. Le fusa, tuttavia, possono comparire anche in situazioni di paura, dolore o malessere, come forma di autoconsolazione.
Per interpretarle correttamente bisogna osservare l’intero comportamento. Se l’animale mangia, cerca il contatto e mantiene una postura rilassata, non ci sono generalmente ragioni per preoccuparsi. Se invece rimane rannicchiato, si nasconde, rifiuta il cibo o respira rapidamente, le fusa potrebbero accompagnare una condizione di sofferenza.
Strofinarsi contro le gambe
Quando il gatto passa tra le gambe o strofina il muso contro una persona, rilascia sostanze odorose attraverso le ghiandole presenti sulle guance, sul mento e sulla testa. È un gesto di riconoscimento con il quale inserisce il proprietario all’interno del proprio ambiente sicuro.
Può rappresentare anche una richiesta di cibo, gioco o attenzione. Se lo strofinamento diventa insistente e si associa a prurito, scuotimento della testa, ferite o perdita di pelo, sarà invece necessario escludere allergie, parassiti, infezioni cutanee o problemi alle orecchie.
Mostrare la pancia non è sempre un invito
Sdraiarsi sulla schiena ed esporre l’addome è generalmente un segnale di fiducia. Non significa, però, che il gatto desideri necessariamente essere accarezzato in quella zona.
La pancia è una parte vulnerabile e molto sensibile. Per questo l’animale potrebbe reagire afferrando la mano, graffiando o mordendo. Una risposta improvvisa e particolarmente intensa al contatto può però essere collegata a un dolore addominale, cutaneo, articolare o vertebrale.
Anche pupille molto dilatate, contrazioni della pelle sul dorso, vocalizzi improvvisi, leccamento violento e tentativi di mordere la coda meritano attenzione. Prima di considerarli semplici problemi comportamentali bisogna escludere parassiti, allergie, artrite e disturbi neurologici.
Se comincia a nascondersi
Scatole, armadi e ripiani rialzati sono rifugi naturali per il gatto, che ama riposare senza essere disturbato e controllare l’ambiente da una posizione protetta.
La tendenza improvvisa a isolarsi, soprattutto in un animale normalmente socievole, può essere invece il primo segnale di un problema. I gatti tendono istintivamente a nascondere la propria vulnerabilità e spesso diventano più schivi quando provano dolore. Se all’isolamento si aggiungono perdita di appetito, riduzione del gioco, difficoltà nei movimenti o aggressività insolita, è opportuno richiedere una valutazione veterinaria.
L’aggressività può dipendere dal dolore
Soffiare, mordere e graffiare non sono necessariamente espressioni di cattivo carattere. Il gatto può reagire per paura, difesa del territorio, eccesso di stimoli o frustrazione.
Quando l’aggressività compare senza una causa evidente, specialmente durante le carezze o quando viene sollevato, bisogna considerare la possibilità che l’animale stia cercando di proteggere una zona dolorante.
Artrosi, malattie dentali, ferite, problemi neurologici e disturbi urinari possono ridurre la tolleranza al contatto. Punire il gatto rischia soltanto di aumentare paura e stress: la priorità deve essere individuare la causa del cambiamento.
Urinare fuori dalla lettiera non è un dispetto
Uno dei comportamenti più frequentemente interpretati in modo sbagliato riguarda la lettiera. Il gatto non urina sul pavimento, sul letto o sui vestiti per vendetta.
La causa potrebbe essere ambientale: una cassetta sporca, una sabbia non gradita, una posizione rumorosa oppure la presenza di altri animali.
Ma dietro il cambiamento possono nascondersi anche cistite, calcoli, diabete, disturbi renali, problemi intestinali o dolore articolare.
Un gatto anziano con artrosi, per esempio, potrebbe non riuscire più a entrare comodamente in una lettiera con bordi alti.
Particolare attenzione va prestata quando l’animale entra ripetutamente nella cassetta, si sforza senza produrre urina, emette soltanto poche gocce, miagola per il dolore o presenta sangue nelle urine. L’ostruzione dell’uretra, più frequente nei maschi, è un’emergenza potenzialmente mortale e richiede l’intervento immediato del veterinario.
Quando si lecca troppo o smette di farlo
La pulizia del mantello è una parte essenziale della vita del gatto. Un leccamento eccessivo e concentrato sempre nello stesso punto può indicare prurito, pulci, allergie, infezioni, dolore o stress.
Perdita di pelo, arrossamenti, croste e lesioni non devono essere trascurati. Anche il comportamento opposto può essere significativo: un gatto che smette di pulirsi e presenta un mantello opaco o arruffato potrebbe avere difficoltà dovute all’artrosi, all’obesità, a problemi dentali o a una malattia generale.
I segnali che richiedono un intervento immediato
Respirazione affannosa o a bocca aperta, incapacità di urinare, convulsioni, perdita di coscienza, paralisi improvvisa delle zampe posteriori, vomito ripetuto e sospetta ingestione di sostanze tossiche sono condizioni che richiedono assistenza veterinaria urgente.
Anche il rifiuto persistente di cibo e acqua non deve essere sottovalutato. Nel gatto, un digiuno prolungato può provocare complicazioni importanti, soprattutto negli animali in sovrappeso.
Conoscere il linguaggio felino non significa attribuire a ogni gesto un significato assoluto.
Ogni gatto possiede carattere, abitudini ed esperienze differenti. Il dato più importante è la variazione rispetto alla sua normalità: proprio un piccolo cambiamento, se riconosciuto in tempo, può permettere di individuare precocemente dolore o malattia.









