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Dal cuore alle immagini, l’eccellenza della Radiologia C.A.S.T. di Catania: parla Orazio Garetto

2026-08-14 00:00

Elisa Petrillo

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Dal cuore alle immagini, l’eccellenza della Radiologia C.A.S.T. di Catania: parla Orazio Garetto

Al Policlinico “G. Rodolico-San Marco” si eseguono ogni anno fino a 2.500 Coro-TC e circa 1.400 risonanze magnetiche cardiache

Tecnologie di ultima generazione, un’équipe altamente specializzata e migliaia di prestazioni eseguite ogni anno. All’interno del Policlinico “G. Rodolico-San Marco” di Catania opera una realtà sanitaria che ha assunto un ruolo di primo piano nella diagnosi delle patologie cardiovascolari, richiamando pazienti provenienti da ogni provincia siciliana.

 

Si tratta dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Radiologia C.A.S.T., diretta dal dottore Orazio Garretto, nata nel 2020 con una missione precisa: fornire alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, alla cardiologia e all’emodinamica immagini diagnostiche avanzate, indispensabili per definire le patologie e orientare le successive scelte terapeutiche.

 

Il reparto esegue ogni anno tra 2.400 e 2.500 Coro-TC e circa 1.400 risonanze magnetiche cardiache. Numeri importanti, resi possibili da un’attività quotidiana e dalla presenza di professionisti che hanno scelto di concentrare competenze ed esperienza nello studio dell’apparato cardiovascolare.

 

A raccontare a Sud Salute l’organizzazione, i risultati e le prospettive dell’Unità Operativa è il suo direttore, Orazio Garretto.

 

Dottore Garretto, con quale obiettivo è nata la Radiologia C.A.S.T.? «L’Unità Operativa è nata all’interno di un padiglione nel quale la missione principale è rappresentata dalla radiologia cardiovascolare. Su questa struttura insistono reparti come cardiochirurgia, chirurgia vascolare, cardiologia ed emodinamica. La necessità era quindi quella di fornire a questi specialisti un imaging adeguato, capace di supportarli nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiovascolari».

 

Si tratta di un’attività molto specifica, che colloca il centro tra le realtà più importanti del settore. «Questa Unità Operativa rappresenta qualcosa di particolare, sicuramente in Sicilia e anche nel panorama nazionale, perché la sua attività prevalente è rivolta allo studio cardiovascolare. Ci occupiamo soprattutto di risonanza magnetica cardiaca e Coro-TC. Eseguiamo queste prestazioni quotidianamente, alternandole agli esami della radiologia tradizionale, ma l’imaging cardiovascolare resta il fulcro del nostro lavoro».

 

Quali sono i numeri raggiunti dal reparto? «Dalle statistiche più recenti emerge che eseguiamo ogni anno tra 2.400 e 2.500 Coro-TC e circa 1.400 risonanze magnetiche esclusivamente cardiache. Abbiamo potuto raggiungere questi risultati perché, fin dalla nascita del reparto, siamo riusciti a riunire un gruppo di specialisti il cui primo obiettivo è sempre stato lo studio dell’imaging cardiovascolare».

 

Accanto alle apparecchiature avanzate è quindi fondamentale la preparazione dell’équipe. Come è stato formato il gruppo di lavoro? «Prima di dedicarmi al Padiglione 8 dirigevo una radiologia molto più ampia, che comprendeva anche il Pronto Soccorso, la senologia e la neuroradiologia. Quando è nata questa nuova esperienza ho dovuto individuare professionisti che avessero non soltanto le capacità, ma anche la volontà di dedicarsi a indagini così specifiche. Per lavorare in questo ambito occorrono preparazione, motivazione e una particolare predisposizione».

 

Tra i tanti pazienti seguiti, c’è una storia che ricorda in modo particolare?

«Ce ne sono molte, ma penso spesso a un giovane paziente della chirurgia vascolare, sottoposto periodicamente a trattamenti specialistici. Prima di ogni intervento viene da noi per i controlli e nel tempo si è creato un rapporto davvero speciale. Conosce tutti, ci abbraccia e ci considera quasi parte della sua famiglia. A volte ci invita persino al bar. È una storia che dimostra quanto la fiducia e la relazione umana continuino a essere fondamentali nel rapporto tra medico e paziente».

 

Lo sviluppo del reparto richiede investimenti continui. Avete ricevuto il sostegno necessario da parte dell’Azienda? «Ho avuto e continuo ad avere il pieno sostegno della Direzione generale, della Direzione sanitaria e della Direzione medica di presidio. I vertici aziendali hanno compreso il valore dell’attività che svolgiamo e ci hanno sempre supportato. Non sono abituato a formulare richieste irrealizzabili, ma devo riconoscere che, quando presento una necessità concreta, nei limiti del possibile ricevo sempre una risposta positiva».

 

I pazienti arrivano da tutta la Sicilia. Quanto pesa questa responsabilità?

«È motivo di grande soddisfazione, ma comporta anche una responsabilità significativa. Altri centri stanno iniziando ad avvicinarsi a queste metodiche, ma molti specialisti continuano a indirizzare i propri pazienti verso la nostra struttura. Una volta, attraverso le prenotazioni del CUP, ci siamo ritrovati a svolgere un’intera seduta di risonanza magnetica cardiaca con tre pazienti provenienti tutti dalla provincia di Trapani. È un episodio emblematico della capacità attrattiva raggiunta dal centro».

 

Quanto è importante formare professionisti specializzati nell’imaging cardiovascolare? «È essenziale. Chi si avvicina a questo settore deve ragionare un po’ come un cardiologo e un po’ come un chirurgo vascolare. Occorre unire competenze appartenenti a branche differenti, così come avviene per il neuroradiologo, che deve possedere anche una mentalità neurologica. Negli anni abbiamo organizzato corsi monotematici dedicati sia alla Coro-TC sia alla risonanza magnetica cardiaca, anche grazie alla collaborazione con aziende che forniscono mezzi di contrasto e apparecchiature».

 

Qual è stata la risposta ai corsi? «Per ragioni di spazio abbiamo previsto un numero chiuso. Pensavamo di raggiungere rapidamente il limite dei partecipanti, ma abbiamo ricevuto un numero di richieste tre volte superiore ai posti disponibili. È stata una grande soddisfazione, perché dimostra quanto sia forte il bisogno di formazione in questo campo».

 

Le nuove apparecchiature integrano sempre più spesso sistemi di intelligenza artificiale. Quali saranno le prossime sfide? «Le sfide del futuro sono già davanti a noi. Molti nuovi macchinari sono dotati di intelligenza artificiale e anche noi disponiamo di una tecnologia che permette di migliorare diversi aspetti dell’attività diagnostica. È però importante chiarire che il giudizio finale resta sempre affidato al medico. L’intelligenza artificiale può offrire un supporto prezioso, ma non sostituisce l’intelligenza umana e, soprattutto, l’esperienza maturata sul campo».

 

La Radiologia C.A.S.T. si conferma così una delle realtà più significative del Policlinico catanese: un centro nel quale innovazione e competenza lavorano insieme, ma dove la tecnologia continua a essere guidata dalla responsabilità e dalla sensibilità delle persone. 

 

Dietro i numeri, infatti, rimangono i pazienti, le loro storie e quel rapporto di fiducia che rappresenta ancora il cuore della medicina.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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