
Oltre mille ispezioni, migliaia di verifiche tecniche e quasi un milione e centomila euro di sanzioni. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 dell’Asp di Catania sul fronte della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, un ambito che si conferma centrale nelle politiche di prevenzione del territorio.
Nel corso dell’anno, l’azienda sanitaria ha effettuato 1.043 sopralluoghi ispettivi e 4.397 verifiche su macchine, impianti e attrezzature. Le violazioni contestate sono state complessivamente 934, con 447 verbali di contravvenzione e sanzioni penali pari a circa 1,1 milioni di euro. Undici, inoltre, le sospensioni di attività imprenditoriale disposte, tutte nel settore delle costruzioni, a fronte di gravi inadempienze.
«Oltre la norma, la sicurezza è una responsabilità condivisa che richiede strategie integrate e il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del sistema lavoro», sottolinea il direttore generale Giuseppe Laganga Senzio. «Nel 2025 abbiamo potenziato i controlli e rafforzato un modello partecipativo, in particolare attraverso i Piani Mirati di Prevenzione. È necessario proseguire su questa strada per mettere davvero la sicurezza al centro delle attività produttive».
I settori più esposti e le cause degli infortuni
Sul fronte degli infortuni sul lavoro, l’Asp di Catania ha condotto 90 inchieste su delega dell’Autorità giudiziaria. Di queste, 46 hanno riguardato il comparto edile, 42 il settore terziario e 2 l’agricoltura.
Le principali cause rilevate restano quelle più critiche: cadute dall’alto, schiacciamenti da attrezzature, ribaltamenti di mezzi agricoli e folgorazioni. Dati che confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione soprattutto nei settori a maggiore rischio.
«Le evidenze statistiche ribadiscono quanto sia imprescindibile un impegno preventivo costante», evidenzia il direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede. «La vigilanza è un pilastro, ma deve essere accompagnata da una diffusione capillare della cultura della sicurezza. La formazione, nelle scuole e nelle imprese, rappresenta un investimento strategico per il futuro».
Un sistema articolato di controllo e prevenzione
Le attività sono state coordinate dal Dipartimento di Prevenzione diretto da Antonio Leonardi, attraverso due unità operative specializzate: il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL), guidato da Santo De Luca, e il Servizio di Impiantistica e Antinfortunistica (SIA).
Nel dettaglio, i sopralluoghi ispettivi si sono distribuiti tra 568 controlli nel settore edile, 147 in agricoltura e 328 nel terziario. Parallelamente, il SIA ha eseguito migliaia di verifiche tecniche su impianti e attrezzature, contribuendo a un’azione capillare di controllo e prevenzione.
Prevenzione, formazione e cultura della sicurezza
Accanto all’attività ispettiva, l’Asp ha rafforzato anche il fronte della formazione e dell’assistenza alle imprese. Nell’ambito dei Piani Mirati di Prevenzione previsti dal Piano Regionale 2020-2025, sono stati attivati interventi specifici nei settori più esposti, come edilizia, agricoltura e logistica.
«Il nostro impegno prosegue anche nel 2026, in continuità con le azioni già avviate e in raccordo con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione», spiega Leonardi. «Informazione, formazione e assistenza restano strumenti fondamentali: una comunicazione efficace è già prevenzione».
Nel 2025 sono state effettuate 2.415 verifiche preventive sui corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, oltre a 20 controlli in itinere. Parallelamente, è stato avviato un percorso educativo rivolto alle scuole del territorio, con incontri informativi per studenti e docenti.
Tra le iniziative più significative, la prima edizione del concorso dedicato alla sicurezza sul lavoro, che ha coinvolto oltre 21 istituti scolastici e prodotto 80 elaborati. Il progetto si è concluso il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, con un evento che ha visto la partecipazione di oltre 800 studenti.
Dalla prevenzione alla cultura: sicurezza come valore condiviso
Nel corso dell’anno sono state inoltre pubblicate le “Linee guida per la salute e sicurezza nelle cantine vinicole” e il volume “Storie d’infortunio”, da cui è nata la performance teatrale “Vite”, portata in scena al Teatro Sangiorgi e al Centro Zo di Catania.
Un percorso che dimostra come la sicurezza non sia solo un obbligo normativo, ma un valore culturale da costruire nel tempo, attraverso il coinvolgimento delle imprese, delle istituzioni e delle nuove generazioni.









