
Un passo concreto verso il rafforzamento della sanità territoriale nel Calatino. Lunedì 9 marzo saranno inaugurate le nuove Case della Comunità di Mirabella Imbaccari e Grammichele, due strutture strategiche per il potenziamento dell’assistenza sanitaria di prossimità nella provincia di Catania.
Gli interventi, realizzati grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per un investimento complessivo superiore ai 2,6 milioni di euro, rientrano nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Decreto Ministeriale 77/2022, che ridisegna il modello della sanità di base puntando su servizi più vicini ai cittadini, integrati e facilmente accessibili.
A inaugurare le due strutture sarà l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, alla presenza del direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Laganga Senzio, dei vertici aziendali, dei sindaci dei Comuni interessati – Giovanni Ferro per Mirabella Imbaccari e Giuseppe Greco per Grammichele – oltre ai primi cittadini del territorio del Calatino e alle autorità civili, politiche, militari e religiose.
Il programma della giornata prevede la prima cerimonia alle 10.30 a Mirabella Imbaccari, nei locali del poliambulatorio di via Giuseppe Scollo, mentre la seconda inaugurazione si terrà alle 13.00 a Grammichele, nella sede dell’ex ospedale “Barbuzza”, in piazza Guglielmo Marconi.
Dopo la benedizione degli spazi e il tradizionale taglio del nastro, seguiranno la visita delle strutture e la presentazione degli interventi realizzati, con un approfondimento sul ruolo che le Case della Comunità svolgeranno nel nuovo assetto della sanità territoriale.
Mirabella Imbaccari: struttura rinnovata e accessibile
La Casa della Comunità (spoke) di Mirabella Imbaccari trova sede all’interno del poliambulatorio di via Giuseppe Scollo ed è stata interessata da un intervento di ristrutturazione e rifunzionalizzazione integrale del valore di 910.874 euro, interamente finanziato con fondi PNRR.
I lavori, avviati il 13 gennaio 2025, hanno riguardato la revisione completa degli spazi interni distribuiti su due livelli, con interventi su pavimentazioni, finiture, controsoffitti tecnici, tramezzature e impianti tecnologici.
Particolare attenzione è stata dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’adeguamento della struttura agli standard di sicurezza, accessibilità e comfort previsti per le nuove strutture sanitarie territoriali.
Grammichele: nuova vita per l’ex ospedale Barbuzza
La seconda struttura sarà attiva a Grammichele, all’interno dell’ex ospedale “Barbuzza”, edificio di proprietà dell’Asp situato nei pressi del centro storico e sviluppato su una superficie di circa 820 metri quadrati distribuiti su due livelli.
Si tratta del primo intervento avviato dall’Asp di Catania nell’ambito del PNRR, con lavori iniziati il 27 giugno 2024. L’investimento complessivo supera 1 milione e 700 mila euro, di cui 1 milione e 561 mila finanziati dal PNRR e ulteriori 177 mila euro provenienti da altre risorse.
L’intervento ha comportato una rifunzionalizzazione completa dell’edificio, con la riorganizzazione degli spazi interni, il risanamento delle murature e la riqualificazione delle facciate e degli ambienti comuni. Sono stati inoltre installati nuovi impianti tecnologici ad alta efficienza: sistemi idrico-sanitari ed elettrici, rete dati, illuminazione, climatizzazione, ventilazione meccanica controllata, impianto fotovoltaico e sistema di videosorveglianza.
Anche in questo caso l’edificio è stato adeguato ai più moderni standard di accessibilità, garantendo piena fruibilità degli ambienti per cittadini e operatori sanitari.
Il nuovo modello della sanità di prossimità
Le Case della Comunità rappresentano uno degli elementi centrali della riforma della sanità territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77, con l’obiettivo di rendere i servizi sanitari più vicini ai cittadini e ridurre il ricorso improprio agli ospedali.
In provincia di Catania sono previste 28 strutture di questo tipo, destinate a diventare il punto di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria sul territorio.
All’interno delle Case della Comunità opereranno in modo integrato medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e comunità e altri professionisti sanitari, con la possibilità di effettuare anche diagnostica di base.
La rete sarà organizzata secondo il modello hub & spoke, pensato per garantire una presenza capillare dei servizi e migliorare l’accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne e rurali.
Un modello che punta a costruire una sanità più vicina ai bisogni delle persone, capace di offrire presa in carico continuativa, integrazione tra servizi sanitari e sociali e maggiore equità nell’accesso alle cure.









