
Una fotografia aggiornata e dettagliata dello stato di salute della popolazione della provincia di Catania per orientare le scelte future della sanità territoriale. È questo il cuore del Profilo di Salute 2025, presentato dall’Asp di Catania ai sindaci dei Comuni dell’Area Metropolitana nel corso di un incontro istituzionale che si è svolto presso il Palazzo della Regione Siciliana (ex Palazzo ESA).
L’iniziativa, promossa dalla Direzione generale dell’Azienda sanitaria etnea, si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della collaborazione tra sistema sanitario e amministrazioni locali, con l’obiettivo di costruire una programmazione condivisa delle politiche di salute pubblica, in linea con le opportunità offerte dal PNRR e con le strategie di innovazione dei servizi territoriali.
All’incontro hanno preso parte il viceprefetto vicario Giovanna Longo, che ha portato i saluti del prefetto di Catania Pietro Signoriello, la consulente per la Salute e i Servizi sociali della Città Metropolitana Ninni Decembrino, in rappresentanza del sindaco metropolitano Enrico Trantino, numerosi sindaci e assessori dei Comuni del territorio, oltre al direttore amministrativo dell’Asp Tamara Civello. Presenti anche i direttori dei Dipartimenti aziendali, dei Distretti sanitari e delle unità operative del Dipartimento di Prevenzione, insieme ai responsabili dei progetti legati al Piano Nazionale Equità Salute (PNES).
Il Profilo di Salute 2025 rappresenta la prima analisi organica e strutturata dello stato di salute della popolazione catanese su base distrettuale. Un documento che integra dati epidemiologici, demografici, sociali e ambientali e che punta a individuare criticità, bisogni emergenti e priorità di intervento, offrendo uno strumento concreto di supporto alla pianificazione sanitaria.
Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, che ha sottolineato il valore strategico del documento per la programmazione sanitaria del territorio. «L’analisi che presentiamo oggi – ha spiegato – nasce con l’obiettivo di individuare le principali criticità dal punto di vista epidemiologico e, allo stesso tempo, le opportunità di sviluppo legate ai profondi cambiamenti che il sistema sanitario sta attraversando. In questo contesto assumono un ruolo fondamentale le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, strumenti chiave per rafforzare l’assistenza territoriale e garantire servizi più vicini ai cittadini».
Nel corso dell’incontro il manager dell’Azienda sanitaria ha inoltre presentato ai sindaci i nuovi direttori dei Distretti sanitari, chiamati a svolgere un ruolo centrale nella riorganizzazione della sanità territoriale: Michelangelo Marino (Acireale), Stefania Caruso (Adrano), Nunzio Barbaro Mollica (Bronte), Maria Rivolato (Caltagirone), Pietro Mazzeo (Catania), Mario Risalvato (Giarre), Carmelo Sambataro (Gravina di Catania), Marianna Ragusa (Palagonia) e Giacomo Spallina (Paternò).
Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della prevenzione, con un focus sulle coperture vaccinali e sui programmi di screening oncologico, ambiti nei quali resta fondamentale il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. «Solo attraverso una stretta collaborazione con i sindaci e con il territorio – ha aggiunto Laganga Senzio – sarà possibile incrementare l’adesione ai programmi di screening e migliorare le coperture vaccinali, allineandoci ai dati nazionali e rafforzando la tutela della salute pubblica».
Nel corso dei lavori è stata inoltre ribadita la collaborazione istituzionale con la Prefettura di Catania, con particolare attenzione alla promozione della cultura della donazione di sangue e organi. Un percorso avviato proprio su impulso della Prefettura, che punta a rafforzare le campagne di informazione e sensibilizzazione attraverso una rete che coinvolge Comuni, associazioni di volontariato e organismi di tutela.
Ampio spazio è stato riservato anche al Piano Nazionale Equità Salute (PNES), illustrato dal direttore sanitario dell’Asp Giovanni Francesco Di Fede. Il piano prevede l’erogazione di cure e farmaci gratuiti a favore delle persone in condizioni di fragilità economica, in particolare per i cittadini con ISEE inferiore a 10.000 euro, grazie a risorse finanziate dall’Unione Europea e dal Ministero della Salute.
Il valore strategico del Profilo di Salute come strumento di governance territoriale è stato invece approfondito dal direttore del Dipartimento di Prevenzione Antonio Leonardi, che ha evidenziato come l’integrazione di dati sanitari, sociali e ambientali permetta di individuare le aree del territorio caratterizzate da maggiori vulnerabilità, consentendo una programmazione sanitaria basata su dati oggettivi e scientificamente validati.
La metodologia utilizzata per la redazione del documento è stata illustrata da Gabriele Giorgianni, responsabile dell’UOS Coordinamento Attività Vaccinali, che ha presentato indicatori e risultati emersi dall’analisi distrettuale, utili a definire priorità e strategie di intervento nei diversi territori.
Tra i temi affrontati anche la transizione digitale della sanità territoriale, con la presentazione dell’ecosistema digitale “ASPConTe”, una piattaforma attiva sette giorni su sette che consente ai cittadini di prenotare visite ed esami e di accedere ai principali servizi territoriali, migliorando l’accessibilità e riducendo le distanze tra sistema sanitario e comunità.
L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso tra Asp e amministrazioni locali a rafforzare una rete istituzionale stabile e coordinata, capace di sostenere le fasce più fragili della popolazione, migliorare i servizi sanitari di prossimità e rendere sempre più efficace la tutela della salute pubblica nell’Area Metropolitana di Catania.









