
Saranno inaugurate lunedì 19 gennaio le prime Case della Comunità attivate in provincia di Catania, con l’apertura delle sedi di Mirabella Imbaccari e Grammichele. Gli interventi, per un valore complessivo superiore a 2,6 milioni di euro, sono finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e rappresentano un passaggio chiave nel processo di riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali, in linea con le disposizioni del D.M. 77/2022.
A inaugurare ufficialmente le due strutture sarà l’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, alla presenza del direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, del management aziendale, dei sindaci dei due Comuni – Giovanni Ferro e Giuseppe Greco – insieme ai primi cittadini del comprensorio calatino, alle autorità politiche, civili, militari e religiose e ai tecnici coinvolti nella progettazione e nell’esecuzione dei lavori.
La giornata inaugurale prenderà il via alle 11.30 a Mirabella Imbaccari, nella sede di via Giuseppe Scollo 8, per poi proseguire nel pomeriggio a Grammichele, dove alle 15.00 sarà inaugurata la struttura ospitata nell’ex Ospedale “Barbuzza”, in piazza Guglielmo Marconi 10. In entrambe le sedi sono previste la visita dei locali e un incontro istituzionale dedicato alla presentazione degli interventi realizzati, agli obiettivi strategici del progetto e al ruolo delle Case della Comunità nella riforma del Servizio sanitario regionale.
Mirabella Imbaccari, una struttura rinnovata e accessibile
La Casa della Comunità (spoke) di Mirabella Imbaccari è ospitata nel Poliambulatorio di via Giuseppe Scollo ed è stata oggetto di un intervento integrale di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, per un importo complessivo di 910.874 euro, interamente finanziato con fondi PNRR.
I lavori, avviati il 13 gennaio 2025, hanno interessato la completa revisione degli spazi interni su due livelli, con interventi su pavimentazioni, finiture, controsoffitti tecnici, tramezzature e impianti tecnologici. Particolare attenzione è stata riservata al superamento delle barriere architettoniche e al rispetto degli standard di sicurezza, accessibilità e comfort previsti per le strutture sanitarie territoriali.
Grammichele, l’ex ospedale “Barbuzza” cambia volto
La Casa della Comunità (spoke) di Grammichele trova sede nell’ex Ospedale “Barbuzza”, edificio di proprietà dell’Asp, situato in prossimità del centro storico e sviluppato su due livelli per una superficie complessiva di circa 820 metri quadrati.
L’intervento, avviato il 27 giugno 2024 e primo tra quelli previsti dal PNRR per l’Asp di Catania, ha un valore complessivo di oltre 1,7 milioni di euro, di cui 1 milione e 561 mila euro finanziati con fondi PNRR e 177 mila euro con altre risorse.
I lavori hanno riguardato la rifunzionalizzazione completa dell’edificio, con riorganizzazione degli spazi interni, miglioramento dell’involucro edilizio, risanamento delle murature, riqualificazione delle facciate e degli spazi comuni, oltre all’installazione di nuovi impianti tecnologici ad alta efficienza: idrico-sanitari, elettrici, illuminazione, rete dati, fotovoltaico, climatizzazione e ventilazione meccanica, sistemi di videosorveglianza. La struttura è stata adeguata agli standard di accessibilità, garantendo la piena fruibilità degli ambienti a utenti e operatori.
Le Case della Comunità nella nuova rete sanitaria territoriale
In provincia di Catania sono previste 29 Case della Comunità, chiamate a diventare il fulcro della nuova organizzazione dell’assistenza territoriale delineata dal D.M. 77. Le strutture si configurano come punto unico di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria, con l’obiettivo di ridurre l’accesso improprio agli ospedali e assicurare una presa in carico più appropriata, continuativa e integrata dei cittadini.
La presenza coordinata di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e comunità e altri professionisti sanitari, con il supporto della diagnostica di base, consentirà un’offerta assistenziale estesa e strutturata.
La rete, organizzata secondo il modello hub & spoke, punta a garantire maggiore capillarità ed equità nell’accesso ai servizi, con particolare attenzione alle aree interne e rurali del territorio.









