
Intervento d’avanguardia a Catania dimostra che la sanità d’eccellenza può e deve essere di casa anche al Sud.
Un risultato che parla di competenze, collaborazione e speranza concreta per i pazienti.
La sanità siciliana segna un punto alto di orgoglio e competenza.
All’ospedale San Marco di Catania è stato eseguito con successo uno straordinario e complesso intervento di reinnervazione del nervo facciale con tecnica crossface, capace di eliminare la paresi al volto di un paziente e di restituirgli il sorriso.
Un’operazione di altissimo profilo che conferma come anche in Sicilia sia possibile offrire cure super-specialistiche, evitando ai cittadini il doloroso e spesso umiliante viaggio della speranza verso strutture fuori regione.
Una sinergia che fa scuola
Il risultato è stato reso possibile dalla collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Catania, guidata dal manager Giorgio Giulio Santonocito, e l’ospedale San Paolo di Milano, diretto da Simona Giglioli.
Un modello virtuoso di cooperazione interregionale che dimostra come la sanità pubblica, quando è messa nelle condizioni di funzionare, sappia produrre eccellenza vera.
Il cuore dell’intervento
L’operazione è stata eseguita dall’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ospedale San Marco, diretta da Alberto Bianchi, in stretta sinergia con l’UOC di Chirurgia Maxillo-Facciale del Dipartimento Testa-Collo dell’ospedale San Paolo di Milano, diretta da Federico Biglioli.
Il paziente, un uomo siciliano di mezza età, era affetto da una paralisi del nervo facciale insorta a seguito di un precedente intervento per l’asportazione di un neurinoma dell’acustico, tumore benigno ma spesso associato a complicanze neurologiche, soprattutto in caso di radioterapia.
La paresi aveva causato l’immobilità di metà del volto, difficoltà nella chiusura dell’occhio e una compromissione evidente dell’espressività facciale.
La tecnica crossface: precisione e visione
Nel corso dell’intervento, durato circa otto ore, i chirurghi hanno prelevato un nervo funzionante dalla gamba del paziente e lo hanno innestato nella zona del volto compromessa.
L’obiettivo era collegare il nervo danneggiato con quello facciale sano del lato opposto del viso, ripristinando la corretta trasmissione dell’impulso nervoso.
Una procedura altamente sofisticata, che richiede competenze microchirurgiche di altissimo livello e una perfetta integrazione tra équipe multidisciplinari.
Un messaggio chiaro per la sanità siciliana
«Questo intervento rappresenta un traguardo importante per la nostra Azienda e per l’intera sanità siciliana», ha dichiarato Giorgio Giulio Santonocito.
«Dimostra come la collaborazione tra strutture di eccellenza, unita all’elevata professionalità dei nostri operatori, consenta di offrire cure altamente specialistiche senza costringere i cittadini a spostarsi fuori regione».
Un messaggio che va oltre il singolo caso clinico e parla di una visione strategica fondata su investimenti in competenze, tecnologia e formazione.
Un lavoro di squadra
All’intervento hanno partecipato anche i chirurghi Salvatore Crimi e Salvatore Battaglia per il San Marco di Catania e Federico Bolognesi per il San Paolo di Milano.
Presenti inoltre gli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Università di Catania, avviata da circa un mese, insieme ad anestesisti, personale infermieristico e parasanitario.
Le operazioni si sono svolte nel Complesso operatorio centrale del San Marco, gestito da Prospero Calabrese, confermando l’elevato livello organizzativo e tecnologico della struttura.
Risultati eccellenti e futuro promettente
Dal punto di vista estetico, l’intervento ha lasciato solo una minima cicatrice, destinata a diventare sempre meno visibile nel tempo.
I chirurghi hanno utilizzato esclusivamente micro-accessi, ponendo la massima attenzione alla preservazione dell’armonia del volto.
Il recupero dell’estetica è immediato, mentre la funzionalità motoria tornerà in modo progressivo, fino a raggiungere l’80-90% della funzione originaria entro 18 mesi.
Il paziente è già rientrato a casa in buone condizioni generali e i primi controlli mostrano un incoraggiante recupero della motilità facciale, anche senza necessità di riabilitazione.
Quando la sanità funziona, il sorriso torna
Quello del San Marco non è solo un intervento chirurgico riuscito.
È la dimostrazione concreta che la sanità pubblica siciliana, quando valorizzata, è capace di competere ai massimi livelli nazionali.
Una buona notizia che merita di essere raccontata.
E soprattutto, condivisa.









