
L’ondata di infezioni respiratorie acute torna a crescere in tutta Italia, e la Sicilia non fa eccezione. Lo conferma l’ultimo bollettino della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi, che registra un aumento significativo dei nuovi casi nella settimana dal 24 al 30 novembre.
A livello nazionale, sono stati stimati circa 585 mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute (ARI), con un’incidenza di 10,4 casi ogni 1.000 assistiti, in aumento rispetto agli 8,96 della settimana precedente. Dall’inizio della sorveglianza stagionale, il totale sale a 3,3 milioni di persone colpite.
La fascia più vulnerabile resta quella dei bambini tra 0 e 4 anni, che registrano l’incidenza più alta: 33 casi per 1.000 assistiti, un dato atteso in questo periodo ma che richiede attenzione costante nei servizi pediatrici.
La situazione in Sicilia: circolazione virale attiva, intensità ancora bassa
In Sicilia, come in gran parte delle regioni italiane, l’intensità è classificata come “bassa”, segno di una circolazione virale in aumento ma ancora lontana dai picchi che generalmente si registrano tra dicembre e gennaio. Il monitoraggio dei medici sentinella mostra una crescita progressiva dei casi, favorita dai primi freddi, dagli ambienti chiusi e dall’aumento dei contatti sociali in vista delle festività.
La nostra regione, storicamente colpita da forti ondate influenzali durante l’inverno, segue quindi il trend nazionale ma senza segnali di particolare criticità al momento.
I virus in circolazione: influenza in testa, poi Rhinovirus e SARS-CoV-2
Durante l’ultima settimana sono stati analizzati 2.088 campioni clinici dai laboratori della rete RespiVirNet. Il quadro emerso è chiaro:
Influenza: 423 campioni positivi (20,3%), quasi tutti di tipo A.
Rhinovirus: 275 positivi (13,2%), fra i principali responsabili dei raffreddori stagionali.
SARS-CoV-2: 83 positivi (4%), con una circolazione stabile ma non prevalente.
Virus Respiratorio Sinciziale (VRS): 51 positivi (2%), di particolare interesse pediatrico.
Altri virus respiratori identificati includono Parainfluenzali, Adenovirus, Metapneumovirus e diversi Coronavirus umani non SARS-CoV-2.
Nessun caso è risultato positivo a ceppi influenzali A “non sottotipizzabili”, che potrebbero indicare una circolazione aviaria: un elemento valutato positivamente dagli esperti.
La novità della stagione: addio alla ILI, spazio alle ARI
La stagione 2025-2026 segna una svolta nel sistema di sorveglianza: RespiVirNet non monitora più solo le sindromi simil-influenzali (ILI), ma tutte le infezioni respiratorie acute (ARI). Una definizione più ampia e più in linea con gli standard europei.
Le ILI richiedevano la presenza sia di sintomi respiratori che sistemici.
Le ARI, invece, si basano solo sui sintomi respiratori (tosse, mal di gola, rinorrea, difficoltà respiratoria).
Questa modifica, spiegano gli esperti, rende non confrontabili i dati con quelli delle stagioni precedenti, ma permette un monitoraggio più accurato della pluralità dei virus respiratori, non solo dell’influenza.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Per la Sicilia ci si attende un incremento graduale dei casi nelle prime due settimane di dicembre, in linea con l’andamento nazionale. Il consiglio degli specialisti resta invariato:
prudenza negli ambienti chiusi e affollati,
attenzione ai sintomi nei più piccoli,
monitoraggio degli anziani e dei soggetti fragili,
vaccinazione antinfluenzale per chi non l’ha ancora effettuata.
Il picco, come ogni anno, è atteso tra fine dicembre e metà gennaio.









