
È stata intitolata a Francesco Navanzino la Sala Day Service dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia dell’Ospedale Gravina.
L’iniziativa, promossa dalla direzione del reparto, nasce per ricordare un benefattore che con sobrietà, sensibilità e profonda umanità ha espresso fiducia nell’Ospedale e nei suoi operatori, donando con discrezione strumenti utili alla cura dei pazienti oncologici.
Francesco Navanzino, maestro ceramista e figura di rilievo nella comunità calatina, è stato anche uomo delle istituzioni e paziente dello stesso reparto, dove ha lasciato un segno indelebile di dignità e generosità.
Alla cerimonia di intitolazione erano presenti la moglie Maria Grazia, il fratello Mario con la moglie Maria, i figli Antonio, Luigi e Marilena con i coniugi Concetta, Giuliana e Raffaele, e i nipoti Chiara, Elena, Francesco e Giacomo.
Hanno partecipato inoltre il direttore sanitario dell’Asp di Catania Giovanni Francesco Di Fede, il direttore amministrativo Tamara Civello, il direttore dell’UOC di Oncologia Carmelo Giannitto, il referente della Direzione medica del Presidio Salvatore Bonfante, numerosi operatori del reparto e i direttori delle Unità Operative del Presidio.
Dopo la preghiera guidata da don Davide Paglia, assistente spirituale dell’Ospedale, e la benedizione dei locali, la signora Navanzino ha svelato la targa dedicata al marito, in un momento di intensa commozione e partecipazione.
«Di Francesco Navanzino – ha dichiarato il dott. Carmelo Giannitto, promotore dell’iniziativa – voglio ricordare non solo l’artista o l’uomo delle istituzioni, ma il paziente: un uomo che ha affrontato la malattia con dignità e lucidità, accogliendo la sofferenza con coraggio. Il suo esempio ha insegnato molto a tutti noi, medici e operatori. Ha lasciato un segno profondo, che continuerà a parlare ogni giorno attraverso il nostro lavoro».
«Ringraziamo il reparto di Oncologia e tutto il personale per aver voluto ricordare nostro padre con questo gesto così sentito – ha aggiunto Antonio Navanzino, a nome della famiglia –. La presenza delle autorità sanitarie ci onora. Papà ha vissuto la sua vita nella semplicità, nel lavoro e nel servizio silenzioso agli altri. È l’eredità più preziosa che ci ha lasciato».
La gratitudine ai familiari è stata espressa anche dal direttore sanitario Di Fede e dal direttore amministrativo Civello, che hanno portato i saluti del direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio.
«Questa intitolazione – ha sottolineato Di Fede – è un segno di riconoscenza verso un uomo che ha creduto nel valore pubblico della sanità, offrendo un contributo concreto al miglioramento della qualità assistenziale. È un esempio di umanità che ci onora e ci invita a proseguire su questa strada».
«Questa sala – ha concluso la dott.ssa Civello – assume oggi anche un valore simbolico: rappresenta la forza del legame umano nella cura. È nel dialogo, nella comprensione e nel rispetto reciproco che nasce la fiducia tra medico e paziente».









