
«Il futuro della sanità pubblica passa dal benessere di chi ogni giorno la fa funzionare: medici e dirigenti sanitari. Per questo chiediamo che il welfare aziendale diventi parte integrante della contrattazione nelle aziende sanitarie siciliane».
Con queste parole Massimo De Natale, segretario regionale della CISL Medici Sicilia, sintetizza la visione di un sindacato che guarda alla qualità del lavoro come fondamento di un sistema sanitario efficiente e sostenibile.
Il sindacato denuncia come, troppo spesso, l’attenzione pubblica si concentri sulle carenze di organico, sui turni infiniti e sullo stress degli operatori, trascurando il tema centrale del benessere del personale sanitario.
«Prendersi cura di chi cura – sottolinea De Natale – è una condizione necessaria per assicurare qualità, efficienza e sicurezza nelle cure. Il welfare aziendale non è un lusso, ma una leva strategica per la sostenibilità del lavoro medico e per la tenuta del sistema sanitario regionale».
Tra le proposte avanzate dalla CISL Medici Sicilia spicca la conversione del fondo di risultato in welfare flessibile.
«Oggi – spiega De Natale – la normativa consente di trasformare tutto o parte del premio di risultato in beni e servizi di welfare esentasse. Un dirigente che riceve 2.000 euro può scegliere di incassarli, con un netto di circa 1.200 euro, oppure di convertirli integralmente in welfare, mantenendo il valore pieno da utilizzare per istruzione, previdenza, assistenza familiare o buoni spesa. È un vantaggio per tutti: per i medici, per le aziende e per i cittadini».
La CISL Medici Sicilia propone di istituire piattaforme di welfare aziendale in tutte le aziende sanitarie regionali, consentendo la conversione volontaria del fondo di risultato nei contratti integrativi, e di promuovere il benessere psicofisico del personale attraverso sportelli di supporto e reali politiche di conciliazione vita-lavoro.
Ulteriori punti cardine sono il finanziamento della formazione continua, la crescita professionale e la creazione di comitati aziendali per il welfare, con rappresentanza sindacale, per monitorare e migliorare costantemente le misure adottate.
«Laddove è stato introdotto – conclude De Natale – il welfare aziendale ha migliorato la soddisfazione professionale, ridotto il turnover e aumentato la qualità dei servizi. Oltre a nuove risorse, serve una gestione intelligente di quelle già esistenti e una visione che metta al centro le persone, non solo i numeri. Il welfare aziendale è un patto di fiducia tra chi dirige, chi lavora e chi amministra la sanità: il primo passo verso un sistema pubblico più umano ed efficiente».









