Nel cuore del Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania, il reparto di Oncoematologia Pediatrica diretto dalla prof.ssa Giovanna Russo, ordinaria di Pediatria all’Università degli Studi di Catania, rappresenta da oltre quarant’anni un punto di riferimento per l’intera Sicilia. Un luogo dove la scienza incontra l’umanità, e dove l’associazione Ibiscus ha costruito, giorno dopo giorno, una rete di solidarietà che abbraccia medici, genitori e bambini.
Abbiamo incontrato la professoressa per una chiacchierata che racconta la realtà del suo reparto e la sinergia che lo lega a un’associazione diventata parte integrante della sua storia.
«Un mondo di nicchia, ma pieno di vita»
«L’oncologia pediatrica è un mondo di nicchia – esordisce la prof.ssa Russo – perché, fortunatamente, i bambini che si ammalano di queste patologie sono pochi. Ma proprio per questo, la nostra attenzione deve essere totale. Accogliamo bambini provenienti da tutta la Sicilia, perché i centri specializzati sull’isola sono soltanto due: quello di Palermo e il nostro di Catania. Questo significa accogliere non solo piccoli pazienti, ma anche intere famiglie, con bisogni complessi e spesso non soltanto medici».
Un lavoro che richiede competenza e sensibilità, ma anche una rete di supporto capace di prendersi cura di chi, accanto ai figli, affronta la malattia.
«Ibiscus è la nostra forza silenziosa»
È qui che entra in gioco Ibiscus, l’associazione nata oltre quarant’anni fa proprio dai genitori dei bambini del reparto. «Ibiscus – racconta la professoressa – rappresenta per noi una presenza quotidiana e insostituibile. È nata dall’ascolto dei bisogni dei genitori, e oggi è un sostegno reale e concreto per tutte le famiglie. Ha creato una Casa di Accoglienza che ospita gratuitamente chi arriva da lontano, offrendo non solo un alloggio, ma una rete di solidarietà, un punto di riferimento, una famiglia nella famiglia».
Il legame tra reparto e associazione, negli anni, si è trasformato in una collaborazione strutturata e vitale: «Ibiscus sostiene progetti di ricerca, finanzia personale amministrativo, psicologi, biologi e talvolta anche medici che lavorano al nostro fianco. Senza di loro, molte delle attività del reparto non potrebbero esistere. Hanno dato forza anche al nostro laboratorio di Oncoematologia Pediatrica, permettendo di sviluppare studi e protocolli di ricerca che fanno la differenza per tanti bambini».
«Un grande albero che ci ripara tutti»
L’immagine che la professoressa usa per descrivere Ibiscus è poetica : « Ibiscus è un grande albero. Un albero che ci ripara tutti, che sostiene le famiglie e noi operatori sanitari in ogni situazione. Anche nei piccoli gesti, come quando un giorno un ragazzo ricoverato si è rimesso in piedi dopo una lunga degenza e ci siamo accorti che non aveva le scarpe: Ibiscus è corsa a comprargliele. Sono attenzioni che raccontano meglio di ogni parola la loro umanità».
«Le cure migliorano, le speranze crescono»
Negli ultimi anni, la ricerca ha cambiato il volto dell’oncologia pediatrica: «Oggi molte neoplasie infantili hanno una prognosi buona – spiega la prof.ssa Russo – grazie ai nuovi protocolli di cura e ai farmaci cosiddetti “intelligenti”, capaci di colpire in modo mirato le cellule malate. Questo ci consente di ottenere risultati sempre migliori, con percentuali di guarigione e di lunga sopravvivenza in costante aumento. Certo, si tratta di terapie complesse, che richiedono un’enorme organizzazione e un’attenzione globale ai bisogni dei piccoli pazienti».
Il suono della campanella: la musica della speranza
C’è un rito che racchiude tutto il significato di questo percorso: il suono della campanella. «Ogni volta che un bambino termina le cure – racconta la professoressa – suona una campanella, davanti a medici, infermieri e genitori. È un momento di festa, di commozione, di speranza. Segna la fine di un cammino difficile, ma anche l’inizio di una nuova vita. E in quei momenti, Ibiscus è sempre con noi, a condividere la gioia e a ricordarci perché tutto questo vale la pena».
Una rete di amore e scienza
Nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Catania, ogni cura è un percorso condiviso. Le terapie, la ricerca, il supporto psicologico e familiare diventano parte di un unico progetto di vita.
E nel cuore di questa rete, Ibiscus resta un simbolo di continuità, di empatia e di speranza: un grande albero che da quarant’anni protegge e accompagna chi combatte la battaglia più dura, con il sorriso e la forza dei bambini che ogni giorno insegnano a tutti cosa significhi davvero guarire.










