Emozione, gratitudine e un nuovo record di solidarietà. L’ottava edizione del “Doniamoci Fundraising Dinner”, l’evento benefico ideato da Claudio Miceli e organizzato al Parco botanico Radicepura, ha raccolto 177.705 euro destinati ai progetti di ricerca della Fondazione Italiana Fibrosi Cistica (FFC Ricerca) e all’iniziativa “Case LIFC” della Lega Italiana Fibrosi Cistica.
Una cifra importante, frutto della partecipazione di 800 ospiti, 90 sponsor, 52 chef e 25 pasticceri che insieme hanno realizzato oltre 24.000 portate in una serata all’insegna della generosità e della condivisione.
«È di nuovo record – ha dichiarato commosso Claudio Miceli, ideatore dell’iniziativa – e ne sono certo: riusciremo a sconfiggere la malattia. Ogni euro raccolto è un passo in più verso quella speranza che per noi è vita».
Accanto a lui, il figlio Stefano, presente per la prima volta dopo aver affrontato un secondo trapianto di polmone, simbolo di quella resilienza che l’evento rappresenta dal 2015: otto edizioni, oltre 700 mila euro donati alla ricerca, centinaia di cuori uniti da un unico obiettivo.
La forza della squadra
A rendere possibile questa “maratona della solidarietà” un gruppo compatto di professionisti del gusto e della comunicazione. Il direttore artistico Ruggero Sardo ha ricordato la “formula vincente” del Doniamoci: la sinergia di una comunità solidale.
Protagonista in cucina lo chef Seby Sorbello, patron del ristorante Sabir, coordinatore degli chef e anima del progetto, affiancato dai pasticceri della Conpait guidati da Peppe Leotta e dai sommelier AIS Sicilia, delegazione Jonico-Etnea, con 17 cantine aderenti.
Presente anche il Catania Football Club, che ancora una volta ha voluto essere parte di un evento dove il cibo diventa linguaggio di amore e responsabilità civile.
Tra musica, arte e testimonianze
Sul palco si sono alternati momenti di spettacolo e riflessione.
Le performance della Sphera Dance Company, la musica dei Retro Style, il dj set di Alessandro Castagna e la straordinaria esibizione del fisarmonicista Pietro Adragna hanno accompagnato la voce e la sensibilità di Michele Zarrillo, ospite d’onore.
«In un momento così difficile per il mondo – ha detto Zarrillo – diventano ancora più importanti i piccoli gesti, perché riescono davvero a fare la differenza. È encomiabile l’impegno di chi, con passione e dedizione, mette la solidarietà al centro».
Durante la serata, spazio anche alla scienza. Le ricercatrici Nicoletta Pedemonte (vice direttore scientifico FFC Ricerca) e Maria Cristina Lucanto (Centro Fibrosi Cistica dell’AOU “G. Martino” di Messina) hanno illustrato il nuovo progetto “Gianni Mastella Starting Grant 2025”, dedicato ai giovani scienziati under 40 impegnati nello sviluppo di nuove strategie antimicrobiche per contrastare le infezioni croniche nei pazienti con fibrosi cistica.
Il segretario nazionale LIFC, Claudio Natalizi, ha presentato invece il progetto “Case LIFC”, abitazioni sanificate destinate a pazienti e famiglie in attesa di trapianto, per offrire accoglienza, sostegno psicologico e sicurezza logistica.
Scienza e solidarietà: un ponte di speranza
Presente anche il prof. Giorgio Battaglia, coordinatore del Centro Trapianti Regione Sicilia, insieme alla dott.ssa Letizia Morlacchi (Centro Trapianti di Milano, in collegamento), e al prof. Giuseppe Magazzù, consulente scientifico della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.
«L’Italia non può continuare a perdere i propri talenti e i propri ricercatori – ha aggiunto Claudio Miceli –. Ogni fuga di cervelli è un’occasione di speranza che si spegne. La ricerca salva vite, ma ha bisogno di continuità, di sostegno, di coscienza civile. La nostra è solo una goccia, ma serve a tenere accesa la luce».
Un esempio di Sicilia che dona
“Doniamoci” è ormai molto più di una cena di beneficenza: è un patto collettivo di solidarietà che unisce il mondo dell’impresa, della ristorazione e della cultura in nome della vita e della ricerca. Una Sicilia che non dimentica, che trasforma la bellezza del convivio in un gesto concreto per costruire futuro.
Noi di Sud Salute eravamo lì, per raccontare i momenti più emozionanti di una comunità che sceglie di donare. Perché donare significa credere nella ricerca, e una società senza ricerca è una società senza futuro.










