Dal 26 al 29 ottobre la Fiera del Mediterraneo ospiterà la V edizione di ExpoMedicina, il Salone Euromediterraneo dell’Innovazione Tecnologica in Sanità, che raccoglie espositori, professionisti, istituzioni e cittadini intorno alle novità della sanità digitale, alle sfide della prevenzione e al confronto sulle criticità del sistema sanitario siciliano. Abbiamo incontrato il presidente dell’evento, Maurizio Ninfa, per far emergere le ambizioni, le novità e i temi strategici che animeranno questa edizione.
Maurizio Ninfa non è solo organizzatore ma un imprenditore “a 360 gradi”: è fondatore e guida di Interproject, azienda siciliana con oltre vent’anni di esperienza negli allestimenti e nella progettazione di eventi su scala nazionale. La sua visione ha contribuito a trasformare ExpoMedicina in una piattaforma estesa, che alterna sedi tra Palermo e Catania per coinvolgere tutto il territorio siciliano e dell’intera penisola.
ExpoMedicina si terrà quest’anno a Palermo. Qual è lo spirito con cui si affronta questa V edizione?
«L’evento è nato con l’obiettivo di avvicinare il mondo sanitario al cittadino e raccontare che in Sicilia ci sono qualità e competenze elevate. Alternare tra Catania e Palermo significa coinvolgere l’intera Isola. Porto con me l’esperienza della quarta edizione a Le Ciminiere a Catania, che ha contato migliaia di presenze e trenta convegni tecnici. Ora tocca alla Sicilia occidentale».
Quali sono le novità che caratterizzeranno ExpoMedicina 2025?
«Innanzitutto il ritorno dell’Open Day: visite specialistiche gratuite promosse dall’Asp di Palermo il giorno inaugurale, con circa 18 ospedalizzazioni previste. Poi l’organizzazione di oltre 30 convegni su innovazione tecnologica, sanità energetica, strategie nazionali e regionali. Avremo la presenza di rappresentanti del Ministero della Salute e momenti di confronto strategico».
In che misura ExpoMedicina vuole essere un hub per idee, soluzioni e anche per valorizzare le eccellenze siciliane?
«Voglio che si affermi come osservatorio permanente: non solo esposizione, ma luogo di dibattito capace di mettere in luce criticità e proporre soluzioni. Il messaggio che voglio lanciare è che in Sicilia non è più necessario viaggiare fuori regione per curarsi: occorre rafforzare le strutture locali e fare emergere chi già opera bene».
Qual è il target dell’evento e quale affluenza stimata?
«Ci rivolgiamo a operatori del settore, aziende sanitarie, startup tecnologiche, università, studenti e cittadini interessati. Lo scorso anno registrammo circa 12.000 presenze; puntiamo a eguagliare o superare quel dato».
In un momento complesso per la sanità, come può l’evento stimolare cambiamenti reali?
«Attraverso il confronto: mettere insieme istituzioni, tecnici, cittadini e innovatori. Le strategie che nasceranno qui possono influenzare le scelte regionali e nazionali se sostenute da visione e volontà politica».
Un appello alle istituzioni siciliane: cosa serve per far decollare la capacità fieristica della sanità in Sicilia?
«Occorre un vero quartiere fieristico in Sicilia, con capienza e strutture adeguate. Le fiere generano indotto: 80-90 milioni di euro per l’economia locale. Non possiamo più essere penalizzati dall’assenza di sale plenarie da 3-4 mila posti. È una spesa minima rispetto al potenziale di sviluppo».
Parliamo del suo percorso imprenditoriale: chi è Maurizio Ninfa, oltre ExpoMedicina?
«La mia azienda, Interproject, opera dal 2000 nell’organizzazione di eventi e allestimenti. Ho iniziato con progetti nazionali come gli internazionali di tennis a Roma, poi eventi musicali e culturali, fino a grandi manifestazioni come il Vertical Music e Sanremo, dove curiamo allestimenti e aree operative legate a TV Sorrisi e Canzoni e alla RAI. ExpoMedicina è la sintesi di questo percorso: mettere competenze, logistica e visione del mondo degli eventi al servizio della sanità».
Un’ultima domanda: torniamo ad ExpoMedicina, che messaggio desidera lanciare?
«Vi aspetto dal 26 al 29 ottobre a Palermo. ExpoMedicina è un’opportunità: guardiamo insieme quali strade percorrere per una sanità migliore, più accessibile e tecnologica. È ora che la Sicilia mostri quello che vale davvero».










