
A fine agosto la Sicilia ha registrato nuovi picchi di calore, con temperature che in diverse province hanno superato i 42 °C. Un’ondata eccezionale che non è solo emergenza climatica, ma anche sanitaria: le alte temperature, spiegano gli specialisti, aumentano il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravano i disturbi venosi, con un incremento dei sintomi fino al 35% nei pazienti predisposti.
Il caldo estremo provoca vasodilatazione, rallenta il ritorno venoso e favorisce la stasi del sangue, fattori che possono incidere anche sull’insorgenza di trombosi venosa profonda (TVP).
Chi è più esposto: numeri e fasce d’età
In Sicilia si stima che tra 250.000 e 400.000 donne soffrano di insufficienza venosa o varici, soprattutto nella fascia 25–65 anni. Gli uomini sono meno colpiti (tra 200.000 e 300.000), con un aumento dopo i 35 anni e un picco over 50. L’incidenza cresce con l’età: dal 9,8% (18–34 anni) al 25,7% (55–64 anni). Studi recenti indicano che oltre il 45% dei giovani 18–29 riferisce sintomi riconducibili a problemi venosi (dato che sale al 74% tra 70–79 anni); tra le donne in età fertile la prevalenza è maggiore, in particolare tra 25 e 45 anni.
Prevenzione pratica: cosa fare subito
Gli specialisti raccomandano alcune misure semplici ma efficaci:
Idratarsi con regolarità, per ridurre la viscosità del sangue.
Evitare l’esposizione prolungata al sole nelle ore più calde; preferire ambienti freschi e ventilati.
Attività fisica moderata e costante, privilegiando camminata e cyclette; evitare sforzi intensi nelle ore calde.
Calze elastiche leggere (quando indicate dal medico) per favorire il ritorno venoso.
Controlli periodici con ecocolordoppler per intercettare precocemente safene e varici problematiche.
In presenza di dolore persistente agli arti inferiori, gonfiore improvviso, arrossamento o sensazione di calore a una gamba, è opportuno rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso.
La voce dell’esperto
«Con queste temperature estreme, i disturbi venosi si acuiscono in modo significativo—spiega Giovanni Alongi, angiologo, fondatore dei centri Angiocor e segretario nazionale dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI)—. Per questo è fondamentale agire in prevenzione e, quando necessario, intervenire con trattamenti rapidi e mini-invasivi». Alongi—premiato per quattro anni consecutivi con il MioDottore Award—ha brevettato il metodo Angiocor, un protocollo che combina tecniche ecoguidate ambulatoriali e procedure non invasive per trattare safene e varici in pochi minuti, senza bisturi, senza ricovero e con recupero immediato.
«La mia metodica—aggiunge—prevede anche una fase di mantenimento personalizzata che riduce al minimo il rischio di recidive. Rispetto alla chirurgia tradizionale, l’impatto estetico è superiore e il ritorno alla vita quotidiana è pressoché immediato».
Dove rivolgersi
Con tre sedi operative—Palermo, Messina, Agrigento—i centri Angiocor sono oggi un riferimento per chi cerca soluzioni aggiornate e personalizzate per la salute e l’estetica delle gambe. Non mancano pazienti che arrivano da fuori regione, in particolare dalla Calabria.









