L’aria fredda di quota e i raggi di sole che, al tramonto, tagliano Piano Vetore. L’Etna respira piano, come se accompagnasse il passo di un popolo in marcia. È cominciata così, con un silenzio pieno, la “Passeggiata sotto le stelle” in memoria di Andrea Testa: un momento sospeso, più vicino alla preghiera che all’evento, in cui la montagna è diventata cornice e voce di una comunità unita.
Davanti allo slargo dell’altarino dedicato a San Giovanni Paolo II, la serata si è aperta con la Santa Messa celebrata da monsignor Barbaro Scionti. Una liturgia semplice, essenziale, in cui i nomi e le storie dei “bambini guerrieri” hanno trovato spazio tra le intenzioni e le mani strette. Poi, lentamente, la folla—un fiume ordinato, commosso, composto—ha preso il sentiero.
Tutti addosso la stessa maglietta, sold out già prima della partenza: oltre cinquecento pezzi esauriti, con quella frase che Andrea ripeteva come una piccola grande bussola, “Goditi il momento”. Non un motto, ma un insegnamento che ha attraversato la salita e i volti: il valore della vita, la forza dell’amore che resiste quando tutto sembra perduto.
Il ricavato delle magliette, interamente destinato a Ibiscus—l’associazione che sostiene i bambini seguiti all’oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania—è la misura concreta di un legame che non si spegne. «Il sold out delle magliette è per noi un segnale straordinario—sottolinea Francesco Fazio, presidente di Ibiscus—. Vuol dire che la memoria di Andrea continua a vivere e che la solidarietà non conosce confini. Ogni piccolo gesto, come l’acquisto di una maglietta, contribuisce a costruire un futuro migliore per i nostri bambini guerrieri».
Accanto alla voce dell’associazione, quella della famiglia di Andrea, il papà e la mamma, Fabio e Rossella, ha attraversato la camminata come un abbraccio: «Vedere tanta partecipazione ci riempie il cuore di gioia. Significa che Andrea continua a camminare con noi e che il suo ricordo diventa forza condivisa. Questa passeggiata non è solo un evento, è una grande famiglia che cresce attorno al suo sorriso». E in effetti, passo dopo passo, la comunità si è riconosciuta: genitori, volontari, medici, guide vulcanologiche, bambini e famiglie. Una città che sceglie di stare dalla parte giusta.
Il percorso, guidato dalle parole e dall’esperienza delle guide dell’Etna, ha raccontato storie di colate e crateri, ferite e rinascite. Fino al punto più alto del tragitto, quando la notte—finalmente—ha consegnato lo spettacolo: le colate laviche in lontananza, fili incandescenti nel buio, e sopra un cielo che gli astrofili di ASCD CEPES hanno trasformato in aula all’aperto.
Tra una costellazione e una carezza, la pet therapy degli “Amici di Lorenz” hanno fatto il resto, restituendo normalità e sorriso. Il gran finale—un picnic sotto le stelle—ha chiuso la serata con semplicità: cena offerta ai bambini dall’organizzazione, per gli adulti panini, racconti e gratitudine.
A Piano Vetore c'eravamo anche anche noi di Sud Salute, del gruppo editoriale Sud Press, io e Marco Ferrara. Una presenza che voleva dire, semplicemente: nonostante ciò che accade attorno nella nostra Catania—dove troppo spesso dominano morte e cattiveria—esistono luoghi e persone che costruiscono il contrario, ogni giorno. Ibiscus, i volontari, i genitori, i bambini, le tante famiglie presenti: rappresentano la parte sana della città, quella di cui essere orgogliosi.
La camminata è finita, ma non si è conclusa. Perché il cuore di Andrea continua a battere in chi lo ha conosciuto e in chi ha soltanto incontrato la sua storia.
Una storia che non appartiene solo all’infanzia, ma al coraggio che supera la logica e insegna a vivere il presente. A guardare un vulcano, una stella, un filo di lava, e—per una volta—limitarsi a fare ciò che quel piccolo guerriero ci ha chiesto: godere del momento.










