.jpeg)
C’è un modo potente per rendere eterno chi non c’è più: continuare a parlare di lui attraverso ciò che si fa.
È accaduto domenica scorsa, 25 agosto, quando gli esterni di Villa di Bella, a Viagrande, sono diventati il cuore pulsante di una giornata straordinaria, dedicata alla memoria di Bruno Arena.
A un anno esatto dalla sua scomparsa, la prima edizione della Giornata dell’Amicizia ha saputo raccogliere centinaia di persone in un abbraccio collettivo fatto di sorrisi, musica, condivisione e soprattutto beneficenza.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione BR1 – Happiness for Children, nata in memoria di Bruno, giovane catanese scomparso il 25 agosto 2024 in un tragico incidente stradale. Un’organizzazione che, nel nome stesso, custodisce una missione limpida: tutelare l’infanzia e l’adolescenza, sostenere le famiglie, difendere il diritto universale alla felicità dei più piccoli.
Un intento che si traduce in quattro direttrici operative: formazione, editoria, sensibilizzazione e organizzazione di eventi benefici.
La Giornata dell’Amicizia è stata molto più di un raduno commemorativo: è stata una dichiarazione di intenti, un inno alla gentilezza e alla costruzione. Ogni gesto, ogni presenza, ogni attività è stata mossa da una finalità benefica. Nulla è stato lasciato al caso, ma tutto è stato donato: tempo, talento, risorse.
Tante le aziende che hanno risposto all’appello, offrendo materiali, supporti e professionalità, contribuendo così a creare un evento corale, privo di protagonismi e ricco di significato.
Ad aprire l’incontro, un momento toccante di raccoglimento: la Santa Messa in ricordo di Bruno, celebrata da Monsignor Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania. Una preghiera condivisa, sincera, che ha unito generazioni diverse nel segno della memoria e della speranza.
Poi, lentamente, il prato si è popolato di bambini, famiglie, amici, artisti, curiosi, volontari. Ognuno ha trovato il suo spazio, il proprio tempo.
I bambini come sempre protagonisti assoluti hanno potuto vivere un pomeriggio di animazione autentica, tra giochi, magia, bolle di sapone, racconti e colori. Accanto a loro, spettacoli musicali, laboratori creativi, mostre d’arte e artigianato, un angolo dedicato alla lettura e alla scrittura, e perfino una tavola rotonda sui progetti presenti e futuri dell’associazione.
A salire sul palco simbolicamente e fisicamente è stata una comunità intera. Attraverso testimonianze, letture, riflessioni e momenti di intrattenimento, la giornata ha preso forma come un intreccio vivo di emozioni e pensiero.
Si è parlato di educazione, di diritti, di percorsi inclusivi, di strumenti culturali e creativi per generare cambiamento. Ma soprattutto si è parlato di felicità: quella dei bambini, da custodire come bene prezioso e da difendere con azioni concrete.
Non è mancato lo stupore, la poesia, il gioco. E nemmeno il coraggio di raccontare il dolore, trasformandolo in proposta, visione, possibilità. In ogni parola, in ogni gesto, si è avvertita una tensione comune: dare continuità all’amore, trasformarlo in qualcosa che resta e agisce.
La Giornata dell’Amicizia non è stata solo un ricordo, ma un seme piantato nel terreno della comunità. Un modo per affermare, con forza e dolcezza insieme, che la memoria può farsi progetto. E che l’assenza, quando si trasforma in azione, sa diventare una promessa per il futuro.









.jpeg)
