sudsalute_logo
sudsalute_logo

PAGINE

Categorie

Categorie

Il Ben-essere la nostra missione

imgi_2_sudpalermo-nero
press2a
hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog

facebook
instagram
youtube
whatsapp
Prevenzione cardiovascolare: presentato a Catania il Truck Tour “Banca del Cuore 2026”Salute della donna: dal 22 al 29 aprile visite ed esami gratuiti all’Ospedale di AcirealeEccezionale evento al San Marco: mamma trapiantata da’ alla luce due gemelle. Straordinario lavoro di equipe multidisciplinareOltre 400 partecipanti a Villa Bellini per “Movimento e Sana Alimentazione: Insieme è Meglio!”HPV, un virus diffuso ma prevenibile: l’intervista all’epidemiologo Gabriele GiorgianniLorenzo Malatino, il pioniere dell’urgenza: “Così è nata a Catania la prima scuola del Sud. Ma senza organizzazione il sistema non regge”

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

redazione@sudsalute.it

direttore@sudsalute.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Ftl1, la proteina che accelera l’invecchiamento del cervello: lo studio apre nuove piste terapeutiche

2025-08-20 06:00

Redazione

Notizie, Ricerca e Innovazione,

Ftl1, la proteina che accelera l’invecchiamento del cervello: lo studio apre nuove piste terapeutiche

È bene ricordare che si tratta di evidenze precliniche su modelli animali: il trasferimento all’uomo richiederà studi di sicurezza, dosaggio e efficacia

ftl1_declino_cognitivo_banner.png

Un nome in codice, FTL1, e un bersaglio preciso: l’ippocampo, la cabina di regia di memoria e apprendimento. Da oggi il mosaico dell’invecchiamento cerebrale ha una tessera in più. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California a San Francisco ha descritto su Nature Aging il ruolo di questa proteina: quando i suoi livelli aumentano, il cervello invecchia più in fretta; quando vengono ridotti, alcune funzioni si riattivano. È un cambio di prospettiva importante, perché sposta l’attenzione dai soli sintomi ai meccanismi biologici che li generano.

 

La ricerca nasce in laboratorio e osserva cosa accade nell’ippocampo di modelli murini anziani: FTL1 risulta significativamente più espressa rispetto a soggetti giovani.

 

L’aumento si accompagna a una rete neuronale meno connessa, con neuriti più corti e ramificazioni ridotte: architettura impoverita, dunque, e prestazioni cognitive in calo. Non è solo una fotografia: i ricercatori hanno “provocato” l’invecchiamento introducendo artificialmente FTL1 in topi giovani e hanno ottenuto un profilo simile a quello senile. Specularmente, abbassare la proteina in animali anziani ha prodotto un effetto di “ringiovanimento” dell’ippocampo, con segnali di recupero nelle prove di memoria.

 

Nel quadro tracciato dallo studio c’è anche il metabolismo cellulare: FTL1 rallenta i processi energetici delle cellule nervose dell’ippocampo. Un freno che non appare irreversibile: interventi mirati a stimolare il metabolismo attenuano l’inefficienza e sostengono il ripristino delle connessioni sinaptiche. Qui si intravede l’orizzonte clinico: bloccare gli effetti di FTL1 o neutralizzarne le conseguenze metaboliche potrebbe aprire a terapie capaci non solo di rallentare il declino, ma di invertire almeno in parte i danni associati all’età.

 

Le parole dell’autore senior, Saul Villeda, sintetizzano il passaggio culturale: “Non è soltanto ritardare o prevenire i sintomi. È l’opportunità di lavorare sulla biologia dell’invecchiamento”. Una dichiarazione che pesa, perché sposta il baricentro della ricerca dalla gestione dei disturbi cognitivi alla modifica dei circuiti che li innescano. 

 

È bene ricordare che si tratta di evidenze precliniche su modelli animali: il trasferimento all’uomo richiederà studi di sicurezza, dosaggio e efficacia. Ma la traiettoria è segnata: se il ruolo di FTL1 verrà confermato anche nei tessuti umani, potrà diventare un biomarcatore per identificare precocemente il rischio di declino e un bersaglio farmacologico per strategie combinatorie (metaboliche e sinaptiche).

 

Per chi si occupa di invecchiamento cerebrale, il passo avanti è duplice: una nuova leva molecolare su cui agire e un’ipotesi terapeutica che va oltre l’assistenza ai sintomi, mirando a rimodellare il microambiente dell’ippocampo. La posta in gioco è alta: qualità della vita, autonomia e memoria nella terza età. 

 

Da oggi, con FTL1, c’è un indizio in più per tentare di difenderle.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

imgi_36_salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c

La tua pubblicità su SudSalute passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta