
Il mare della Sicilia è bello, ma spesso malsano. L’edizione 2025 di Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente dedicata al monitoraggio della qualità delle acque marine, lancia un nuovo e allarmante segnale: il 44% dei campioni prelevati lungo la costa siciliana supera i limiti di legge per la presenza di batteri nocivi, mettendo a rischio la salute pubblica. E nella maggior parte dei casi, la contaminazione proviene da foci di fiumi e torrenti, dove l’inefficienza dei sistemi di depurazione si trasforma in una potenziale minaccia per chi fa il bagno.
“Senza un sistema di depurazione funzionante, le foci diventano incubatori di infezioni batteriche. E ogni estate, il mare si trasforma da risorsa in trappola sanitaria”, denuncia Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.
Acque contaminate: il pericolo nascosto nei punti più frequentati
A destare preoccupazione non è solo l'inquinamento ambientale, ma l’esposizione inconsapevole dei cittadini a batteri pericolosi come Escherichia coli ed enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale. Le infezioni gastrointestinali, cutanee e urogenitali sono tra i principali rischi legati alla balneazione in acque contaminate.
Su 25 punti monitorati in Sicilia, 11 sono risultati oltre i limiti di legge, con 9 classificati come “fortemente inquinati”. Tra le zone più critiche: la foce del torrente Cansalamone a Sciacca, il lungomare Galatea ad Aci Trezza, la foce del fiume Eleuterio a Bagheria, e il tratto di costa vicino alla scogliera di Trapani. Tutti luoghi frequentati da bagnanti, molti dei quali ignari dei rischi.
Nessuna informazione, nessuna protezione: il silenzio delle istituzioni
Oltre all’inquinamento, preoccupa la totale assenza di cartelli informativi nei pressi delle foci monitorate: nel 60% dei casi analizzati da Legambiente non vi è alcun avviso di divieto di balneazione, come invece previsto dalla normativa vigente. Una grave omissione da parte delle amministrazioni locali, che espone famiglie e turisti a pericoli evitabili.
“L'informazione è il primo presidio sanitario – sottolinea Alice De Marco, portavoce nazionale di Goletta Verde – Non è accettabile che, in piena stagione balneare, manchi qualsiasi indicazione sulla qualità delle acque. È un diritto dei cittadini sapere se il luogo dove si fanno il bagno può nuocere alla salute”.
Depuratori in affanno: un'emergenza che non conosce stagioni
Il nodo resta sempre lo stesso: depuratori obsoleti, insufficienti o mal gestiti, che riversano liquami non trattati nei corsi d’acqua, fino ad arrivare in mare. La Sicilia, come altre regioni italiane, è sotto infrazione europea per violazione della direttiva sulla depurazione delle acque reflue. Ma i ritardi sono ormai cronici.
“Abbiamo bisogno di un cambio di passo immediato – chiede Castronovo – Non si tratta solo di ambiente: è una questione di salute pubblica. Serve una strategia regionale seria, fondata su investimenti, controlli e trasparenza.”
Prevenzione sanitaria e responsabilità pubblica
Il mare contaminato non è solo una sconfitta ecologica, ma un problema sanitario di vasta portata, soprattutto in un territorio dove il turismo balneare è vitale per l’economia. La mancanza di controlli e segnalazioni adeguate rischia di trasformare ogni giornata al mare in una possibile esposizione a patogeni, soprattutto per bambini, anziani e soggetti immunodepressi.
Goletta Verde ricorda l’importanza di consultare il “Portale delle Acque” del Ministero della Salute, dove sono disponibili i dati aggiornati sulla balneabilità dei litorali italiani. Ma insiste anche sulla necessità di una maggiore responsabilizzazione degli enti locali, chiamati a garantire informazioni chiare sul territorio.









