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Sanità al collasso: sempre più italiani rinunciano a curarsi

2025-04-16 07:00

Redazione

Notizie, Sanità Pubblica,

Sanità al collasso: sempre più italiani rinunciano a curarsi

Nel 2023 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per mancanza di risorse e personale: la sanità pubblica è al limite.

Cartabellotta (GIMBE): "Mancano medici, infermieri e fondi. Il diritto alla salute è a rischio"

Quasi 5 milioni di italiani rinunciano alle cure: una crisi silenziosa che mina le fondamenta del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

 

Una fotografia drammatica del 2023

Nel solo 2023, 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a visite mediche o esami diagnostici.

Di questi, ben 2,5 milioni lo hanno fatto per motivi economici, con un incremento di circa 600.000 persone rispetto al 2022.

Il dato è allarmante e rappresenta una chiara spia dell'indebolimento del principio di equità su cui si fonda il nostro sistema sanitario.

A lanciare l'allarme è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, durante il suo intervento al Cracking Cancer Forum di Bologna, evento che riunisce esperti, medici e istituzioni nella lotta contro il cancro.

 

La carenza strutturale di personale sanitario

"Quando curarsi diventa un privilegio, e non un diritto, è l'intero patto sociale a essere in pericolo", ha affermato Cartabellotta.

Secondo i dati GIMBE:

Mancano oltre 5.500 medici di famiglia;

Ogni anno, circa 10.000 infermieri si cancellano dall'albo;

I giovani che scelgono le professioni sanitarie non bastano a colmare l'emorragia.

Il risultato? Servizi pubblici ridotti, liste d'attesa interminabili, pronto soccorso al limite e sempre più cittadini costretti a rivolgersi alla sanità privata.

Chi non può permetterselo, rinuncia alle cure.

 

Finanziamenti inadeguati e fondi "gonfiati"

La Legge di Bilancio 2025 prevede un aumento del Fondo Sanitario Nazionale di 2.520 milioni (+1,9%).

Ma solo 1,3 miliardi sono nuovi stanziamenti.

Il resto? Risorse già previste nella manovra precedente.

Inoltre, le previsioni future sono tutt'altro che rosee:

Il Fondo, in rapporto al PIL, passerà dal 6,12% nel 2024 al 5,7% nel 2029, segnando un minimo storico;

L'apparente incremento assoluto si scontra con un progressivo depauperamento reale delle risorse.

 

La riforma territoriale: una scatola vuota senza personale

Cartabellotta sottolinea che la riforma sanitaria territoriale, prevista dal Decreto Ministeriale 77/2022, potrebbe rappresentare una svolta positiva, ma solo a determinate condizioni.

"Non basta costruire muri. Servono piani straordinari per il personale e un modello organizzativo chiaro. Altrimenti, Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali resteranno scatole vuote".

Secondo le stime della Fondazione:

Servono almeno tra 20.000 e 27.000 infermieri in più;

È indispensabile il coinvolgimento attivo dei medici di famiglia.

 

Il diritto alla salute è ancora garantito?

La domanda che emerge è inevitabile: l'Italia è ancora in grado di garantire il diritto universale alla salute?

La crisi del personale, il sottofinanziamento cronico e l'aumento delle disuguaglianze d'accesso alle cure minano alla base i principi costituzionali.

Serve un cambio di rotta urgente e una mobilitazione concreta delle istituzioni.

 

Cosa possiamo fare?

Informarsi: conoscere i dati è il primo passo per agire;

Diffondere consapevolezza: condividere queste informazioni è fondamentale;

Partecipare al dibattito: la sanità riguarda tutti. Serve un'azione collettiva.

 

E soprattutto non restare in silenzio: la salute è un diritto, non un privilegio e bisogna attivare il massimo impegno per partecipare al cambiamento.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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